ALC 13,6 % VOL  LOT./ SCAD. /

BA IMPERIAL STOUT

 

DESCRIZIONE

Seconda occasione in cui stappo una Bottle Logic in poco tempo: dopo la Ground State stavolta tocca alla Fundamental Observation, sempre in formato 500 ml e con un’etichetta stupenda, nella quale sono presenti tutte le informazioni riguardo la birra che andrò a bere. Si tratta di un’imperial stout maturata in 4 tipi di botti differenti, tutte contenenti Bourbon (WL Weller, Buffalo Trace, Rebell Yell, Four Roses), con aggiunta di baccelli di vaniglia del Madagascar in più riprese durante la maturazione, per un totale di 2,5 pound (circa 1 kg) per botte (le botti di Bourbon sono da 200 l). La release della birra è stata il 9 luglio 2017, al prezzo di 22,95$ con il limite di 3 bottiglie per persona. Sono state prodotte circa 4000 bottiglie della Fundamental Observation, una di queste tra poco la stapperò con entusiasmo (e come ultimamente capita) anche con dispiacere, sapendo che non ci sarà occasione di berla di nuovo.

DEGUSTAZIONE

Eccoli là tutti quei kg di baccelli di vaniglia, pronti ad aggredire il naso appena viene versata la birra nello snifter; supportati da un’imponente nota di legno intriso di Bourbon, cioccolato al latte e crema di caffè, con il cocco e ancora tanta, tanta vaniglia a chiudere il quadro dei descrittori primari. In secondo piano ci sono leggere tostature che ricordano caffè americano e polvere di cacao e anche una nota etilica che enfatizza un bouquet aromatico di grande potenza e precisione. L’aroma è dolce e goloso, un vero e proprio dessert alcolico che mi fa sorridere al pensiero dell’assaggio. In bocca è una vera e propria melodia. C’è tanta dolcezza residua (malti crystal?), leggere tostature che richiamano il cacao e un cioccolatino al latte (tipo il cremino…). Poi da metà sorso, con persistenza infinita la bocca viene aggredita dal bourbon e dalla vaniglia, dall’alcool e crema di caffè. Tutto giocato sul bilanciamento ma con una potenza e pulizia impressionanti, tutte caratteristiche che rendono birre di questo genere di un altro pianeta rispetto alle classiche imperial stout. Mouthfeel come velluto e carbonazione contenuta (così come era contenuta e veloce nel dissolversi la schiuma), corpo pieno e appiccicoso. L’unica cosa che pare essere sfuggita di mano in questo birra-capolavoro è la sensazione alcolica, anche se considerati i quasi 14° ci può stare tutto questo calore. Incredibile come nonostante la gradazione, il mezzo litro riesce a scorrere senza intoppi (anzi, maledizione che non era una 66 cl…). Dopo 6 mesi dalla release giudico questa birra al top della propria forma, non la lascerei ancora in cantina per non rischiare che la vaniglia e il Bourbon si affievoliscano.

VALUTAZIONE SECONDO IL BJCP (assaggio del 29/12/2017)

 

AROMA:                                              11 /12

ESAME VISIVO:                                 3/3

GUSTO:                                               18/20

MOUNTHFEEL:                                 5/5

IMPRESSIONI GENERALI:              9/10

TOTALE:                                              46/50