ALC 10 % VOL

LOT./ IMB. 25/10/2015

SCOTCH ALE

Il birrificio Alesmith è situato nella città di San Diego, nel sud della California, patria di grandi birrifici e meta principale di tanti beer-geeks che decidono di avventurarsi nella West Coast americana. Fu fondato nel 1995 e dopo aver fatto il pieno di premi e riconoscimenti negli anni ‘2000, ha raddoppiato la propria capacità produttiva (2008), installando un impianto da 30bbl. Nel 2014 sul sito Ratebeer è stato votato come il n.1 al mondo, segno che la birra che berrò stasera sarà sicuramente di alto livello. Della Wee Heavy (ma anche di tante altre birre di Alesmith) esistono versioni speciali Barrel Aged; il progetto delle botti è partito dal 2003, anno di rilascio della BB Speedway Stout. Sarebbe interessante avere anche la Wee Heavy BA per un raffronto ravvicinato.

DEGUSTAZIONE

Il formato da 75 cl inizialmente fa pensare che è impossibile degustare questa robusta Wee Heavy (da 10% vol) da soli. Dopo averla stappata e assaggiata tuttavia si fa presto a smentirsi. La birra ha un’intensità aromatica medio-alta, il profilo maltato è ricco e suggestivo, pulito e profondo. Al naso saltano fuori subito delle note liquorose, amaretto, melassa, tanta frutta sciroppata (prugne), frutta secca (nocciole e mandorle; di quest’ultime sembra venir fuori il “guscio”, quindi c’è un bel richiamo al legno). In secondo piano, la complessità aromatica porta verso il cuoio e la frutta matura, con leggeri accenni di tostato e caramello. Un bouquet di estrema eleganza e raffinatezza, protetto da una schiuma beige, dalla texture fine e cremosa, con buona persistenza. La birra ha un bel colore marrone scuro, con riflessi ramati e risulta essere pressoché limpida. Iniziando a sorseggiare la Wee Heavy non nascondo di essere rimasto colpito dalla profondità di questa birra: la parte maltata è decisamente la padrona del gusto (come lo stile richiede), richiamando in maniera impeccabile tutti i sentori avvertiti all’olfatto, ma con il turbo inserito. Vino liquoroso, frutta sciroppata, melassa e zucchero scuro, cioccolato al latte, legno, frutta secca (mandorle). La tostatura sul finale è più leggera, ma il gusto permane a lungo, lasciando la bocca completamente soddisfatta. La consistenza è praticamente oleosa, corpo medio-pieno e poche bollicine, con una presenza etilica che non sconfina nel bruciante, ma scalda la gola e questa serata invernale. Dopo 15 mesi dall’imbottigliamento, la Scotch Ale di Alesmith è in forma stupenda, e già si candida come una delle migliori bevute del 2017. Il prezzo di questa bottiglia mi sembra di ricordare si aggirasse intorno ai 18 euro (Belgio), cifra che in generale è piuttosto alta per una birra, anche se in questo caso vale ogni centesimo speso; anzi, mi metterò subito alla ricerca di altre bottiglie e magari della versione maturata in botte.

VALUTAZIONE SECONDO IL BJCP (assaggio del 25/1/2017)

AROMA:                                              10/12

ESAME VISIVO:                                3/3

GUSTO:                                               18/20

MOUNTHFEEL:                                5/5

IMPRESSIONI GENERALI:           9/10

TOTALE:                                             45/50