ALC 9,5 % VOL

LOT./ IMB. 24/05/2016

IMPERIAL STOUT

Il birrificio Great Divide è il primo su questo blog ad avere una doppia degustazione. Oltre alla Claymore Scotch Ale bevuta poche settimane fa, mi è passata tra le mani anche la Titan IPA (un po’ sottotono) e la Herkules Double IPA (che invece è risultata essere di straordinaria freschezza: strano, per una birra di questo tipo che arriva dall’altro capo del mondo). Sulla carta, la birra che degusto oggi dovrebbe reggere un po’ meglio il viaggio trans-oceanico, trattandosi di una massiccia Imperial Stout, tra le più rinomate di tutti gli Stati Uniti e non solo. La versione che berrò è la base di molte altre birre uscite dal birrificio, come la Barrel Aged Yeti, la Oak Aged Yeti, Oatmeal Yeti. In etichetta trovo scritto l’indice di amaro (75 IBU), e 9,5% Alc.

DEGUSTAZIONE

Verso la Yeti e mi salta agli occhi un colore nero come la pece, un liquido viscoso e denso che forma uno splendido cappello di schiuma scurissimo (siamo sul marrone scuro), dalla texture fina e una compattezza che ricorda la panna. Alla vista incute timore: avvicino al naso lo snifter e sento arrivare con una delicatezza unica dei potenti aromi di caffè (in chicchi), espresso, cioccolato fondente e vaniglia. yeti-assaggioMi è venuto in mente che nel grist possa essere presente l’avena, ma non ho trovato nessuna fonte che lo confermi. Non c’è dubbio che la quantità di malti torrefatti usati dal birraio sia notevole; così come è notevole la pulizia del bouquet aromatico dato da ogni singolo ingrediente. Insieme al tostato saltano fuori delle ottime note di caramello (anche bruciato), una certa dolcezza che ricorda il latte e un aroma di luppolo che va a chiudere il cerchio, lasciando in secondo piano una delicata sensazione di aghi di pino e resina.

In bocca, neanche a dirlo, si completa il capolavoro: c’è una grande armonia con l’olfatto, quindi in primo piano abbiamo cioccolato (stavolta al latte, vista la componente dolciastra), caffè espresso, vaniglia e caramello. Il tostato dei malti è incredibilmente potente e lascia una scia amaricante di notevole intensità, supportata anche da una componente luppolata che fa capolino con delle note resinose che si sposano bene con la struttura della birra; toffee e di nuovo caramello chiudono la bevuta, lunga, appagante. La Yeti Imperial Stout ha un corpo pieno e cremoso, poche bollicine ed una bevuta fin troppo agile, nessun tipo di astringenza e niente di niente che sia fuori posto.

Senz’altro è una bevuta di altissimo livello e vedrei bene alcune bottiglie restare ferme in cantina per diverso tempo. Chissà che l’ossidazione, con il suo lento e inarrestabile processo, non apporti quelle note liquorose che renderebbero questa birra ancora più spettacolare?

VALUTAZIONE SECONDO IL BJCP (assaggio del 21/10/2016)

AROMA:                                              11/12

ESAME VISIVO:                                3/3

GUSTO:                                               18/20

MOUTHFEEL:                                5/5

IMPRESSIONI GENERALI:           10/10

TOTALE:                                             47/50